Il mondo del lavoro, le persone e l'AI, osservati con la lente della metis.
Dati
Quattro assunzioni su dieci sono difficili. Ma non per lo stesso motivo.
A luglio 2026 le imprese italiane hanno programmato circa 568.000
assunzioni, quasi 1,5 milioni nel trimestre luglio-settembre.
Di queste, il 42% è stato giudicato difficile da reperire.
È il numero che di solito viene citato da solo.
Ma quel 42% tiene insieme due problemi opposti. Il motivo principale è che i
candidati non si trovano proprio (26,3%). Il secondo è che i
candidati ci sono, ma la loro preparazione non corrisponde alle competenze
richieste (12,3%).
Sono due difficoltà che chiedono risposte diverse. Quando le persone non ci sono,
serve cercare meglio, più a fondo e più lontano: qui la tecnologia fa una
differenza reale. Quando le persone ci sono ma non sono pronte, nessuno strumento
di ricerca le trasforma: servono formazione, percorsi di ingresso e la
disponibilità a valutare un profilo anche per quello che può diventare.
I greci avevano due parole per dire intelligenza. Sophia era il sapere:
conoscere le cose, i principi, le regole. Metis era un'altra cosa. Era
l'intelligenza pratica di chi legge una situazione mentre accade e sceglie la
mossa giusta in quel momento preciso.
Oggi una macchina legge mille curriculum in un minuto e dice chi è più adatto
sulla carta. È sapere, ed è prezioso. Ma nessun modello sa cosa sta attraversando
quell'azienda in questo trimestre, se quella persona è pronta adesso, quale
rischio vale la pena correre oggi. Quella parte chiede occhi che stanno dentro
la situazione.
La tecnologia porta il sapere. La persona porta la misura.
Il nome che ci siamo dati nasce da qui.
di Sabri Ben Helal e Dario Coscia
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Riflessione
L'AI in HR non sostituisce. Si “indossa”.
Ogni volta che una tecnologia nuova entra in azienda, la prima domanda è
sempre la stessa: chi verrà sostituito? Quale mansione verrà automatizzata?
Crediamo siano domande sbagliate. L'AI applicata alle risorse umane funziona
come un esoscheletro: legge più profili, incrocia più dati, arriva dove il
tempo di una persona non basta. Ma la direzione, il giudizio e la responsabilità
della scelta restano di chi lo indossa. Lo strumento è lo stesso per
tutti: quanto ti eleva dipende dalla misura con cui lo usi.
di Sabri Ben Helal
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Dati
Quanto si muoverà il lavoro entro il 2030, in tre numeri
Secondo il Future of Jobs Report 2025 del World Economic Forum,
un'indagine su oltre 1.000 grandi datori di lavoro in 55 economie, entro il 2030
nasceranno 170 milioni di nuovi posti di lavoro e ne scompariranno
92 milioni: saldo positivo di 78 milioni, ma insieme questi movimenti
valgono il 22% degli impieghi attuali. Nel frattempo il 39% delle
competenze chiave andrà aggiornato e l'86% dei datori di lavoro si
aspetta che l'AI trasformi la propria attività. La scossa non è in arrivo: è già
cominciata. La risposta non è correre: è prepararsi, con misura.